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Verso una maieutica dell'innovazione per le PMI

Biologin
14.05.2012
In uno scenario contraddistinto dalla difficoltà di dialogo tra i protagonisti del processo di innovazione, il laboratorio di ricerca sul Riconoscimento di Forme e Applicazioni dell'Università di Cagliari (PRA Group), guidato dal Prof. Fabio Roli, studia nuove soluzioni per facilitare il trasferimento di idee e tecnologie, frutto della ricerca di base, alle piccole e medie imprese. Queste ultime dialogano con il mondo della ricerca in modi differenti e attingono a modelli di innovazione diversificati, talvolta inadeguati.

L'inadeguatezza nasce spesso dalla tentazione delle PMI di fare innovazione imitando i casi di successo di grandi aziende che usano modelli dispendiosi in termini di risorse umane/tempo/capitale. Ma una PMI raramente può dotarsi di propri laboratori di ricerca, documentarsi direttamente sulle pubblicazioni scientifiche, investire risorse per capire il linguaggio, spesso esclusivo, della ricerca avanzata.

All'interno del gruppo PRA è forte la convinzione che i modelli di trasferimento tecnologico per le PMI debbano basarsi su una maieutica dell'innovazione. Le aziende dovrebbero avere cioè la possibilità di imparare da sole, in modo semplice e a basso costo, se e come i frutti della ricerca possano essere funzionali al proprio business, provando concretamente neonate tecnologie capaci magari di suggerire nuovi modelli di business, forse insperati e inaspettati.

La tradizionale "animazione" scientifica per le aziende va integrata con la creazione di applicazioni che consentano di toccare con mano idee astratte e tecnologie di punta, e che permettano alle aziende di metabolizzare la famosa frase di Kurt Lewin: non c’è nulla di più pratico di una buona teoria.

Come primo esercizio di questa forma di maieutica il gruppo PRA, in collaborazione con il Laboratorio di Intelligenza d'Ambiente del Sardegna DistrICT, mette a disposizione l'applicazione Biologin. Si tratta di una applicazione che integra i meccanismi di autenticazione basati su password con il riconoscimento del volto dell'utente; per accedere a una risorsa fisica o virtuale è sufficiente guardare una webcam per pochi secondi. Parafrasando indegnamente Socrate potremmo dire che il compito del ricercatore-tecnologo non è quello di insegnare alle aziende come si innova, ma quello di applicare la maieutica, l'arte dell'ostetrica, per aiutare le aziende a "partorire" l'innovazione che già possiedono dentro di sé.

Matteo Mauri, Davide Ariu, Fabio Roli
Dip. di Ingegneria Elettrica ed Elettronica, Università di Cagliari

Link utili
Università di Cagliari - PRA Group
Biologin