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La scoperta della Ophrys fusca ortuabis, orchidea sarda

Ophrys fusca ortuabis
20.11.2012
La piccola Ophrys fusca ortuabis, orchidea endemica sarda tipica del Sarcidano, è la protagonista del cortometraggio "Ortuabis" di Vincenzo Rodi (Ortuabis di Vincenzo Rodi - Youtube), vincitore del primo Festival internazionale del cortometraggio botanico di Orticolario, manifestazione dedicata al giardinaggio tenutasi a Cernobbio (CO) il 5, 6 e 7 ottobre.

Questa specie rarissima di orchidea è stata scoperta nel 2002 da Lucia Manca e Nino Mura, coniugi quartesi la cui storia è al centro del cortometraggio, insieme ad un'altra appassionata di orchidee, Maria Pia Grasso. Lucia racconta la passione per la campagna di Laconi e la nascita di un'incontenibile curiosità nei confronti di questa specie endemica di orchidea. Le musiche di Stefano Guzzetti e le spettacolari immagini della località di Ortuabis girate da Vincenzo Rodi consentono allo spettatore di comprendere la meraviglia di Lucia e Nino per una natura così colorata e vitale.

L'interesse di Lucia nasce dal comportamento dell'orchidea del genere Ophrys. Questo piccolo fiore imita diverse specie di imenotteri e attraverso un gioco di colori e odori attira a sé il maschio inducendolo a un finto accoppiamento, assicurandosi in tal modo l'impollinazione. Nell'osservare quotidianamente questo bizzarro comportamento della natura, Lucia scopre nel 2002 una nuova specie di Ophrys, mai segnalata prima dalla comunità scientifica. Con grande tenacia e autentica passione, convince alcuni studiosi locali a visitare Ortuabis durante la fioritura dell'orchidea e dimostra la scoperta della piccola Ophrys. Sarà chiamata Ophrys fusca ortuabis, dalla località in cui è avvenuta la prima segnalazione.

Vincenzo Rodi, il regista del cortometraggio, si è imbattuto per caso nell'affascinante racconto di Nino e Lucia. Appassionato e studioso a sua volta di orchidee, si è laureato nel 1994 in Scienze naturali con una tesi sulle orchidee spontanee della sua zona, la Barbagia del Mandrolisai e di Belvì. Dopo tanti anni di lavoro come cameraman, nel 2011 si riavvicina alla sua antica passione, le orchidee, e decide di intraprendere l'ambizioso progetto di realizzare un documentario su quelle sarde spontanee. Nell'arco di due primavere riesce a documentare in video tutte le specie sarde (circa 65), molte varietà e ibridi. Due specie però mancano all'appello, pare che nel frattempo si siano estinte. Alcune sono rarissime, presenti in un numero ridottissimo (10-15 esemplari, unici in tutto il territorio nazionale), tredici sono specie endemiche del bacino del Mediterraneo, otto endemiche esclusive della Sardegna. Gli mancano però delle immagini molto importanti: l'impollinazione del genere Ophrys. Queste riprese sono rimandate alla primavera del 2013, prima di dedicarsi alla fase del montaggio.

Nel frattempo Vincenzo conosce Nino e Lucia e gira l'intervista nell'ottica di una serie di testimonianze di appassionati di orchidee sparsi in tutta la Sardegna. Dopo l'intervista, Vincenzo viene a conoscenza del concorso per cortometraggi sul tema "Il ritrovamento dell'orchidea spontanea in Europa". Decide allora di partecipare riadattando l'intervista ai tempi stabiliti dal regolamento del concorso e vince. Oltre alla grande soddisfazione per il riconoscimento, Vincenzo spera che il premio possa aiutarlo nella ricerca di qualche finanziatore per realizzare il suo documentario. Visto che la Sardegna è meta di esperti e appassionati orchidologi da tutta Europa, il progetto finale consiste nella realizzazione di un dvd multilingua accompagnato da un taccuino da campo con schede di riconoscimento e fotografie di ogni specie.

Una semplice storia come quella di Lucia e Nino e il progetto ambizioso di Vincenzo sono esempi di come attraverso piccoli e grandi contributi personali si possa aiutare la comunità scientifica a difendere la biodiversità della Sardegna. Un immenso patrimonio da tutelare per diversi motivi. Dalle considerazioni sulla valorizzazione del territorio in chiave turistica, alle ragioni legate alla ricerca e all'innovazione. Le specie endemiche sarde possono essere infatti oggetto di studi e ricerche in ambito farmaceutico e cosmetico. La sede di Alghero del Parco scientifico della Sardegna offre ad esempio a privati ed enti di ricerca la possibilità di accedere ai propri laboratori e impianti pilota specializzati nell'estrazione di oli essenziali e di principi attivi. Attraverso queste lavorazioni è possibile realizzare prodotti derivanti dalla trasformazione di erbe officinali sarde.

Link utili
Ortuabis di Vincenzo Rodi - Youtube

Sara Palmas
Redattrice

L'immagine è stata gentilmente concessa da Vincenzo Rodi.