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L'Internet delle Cose: intervista ad Antonio Pintus di Paraimpu

Illustrazione sul concetto di connessione
17.03.2014
Internet of Things: oggetti intelligenti capaci di dialogare per scambiarsi informazioni. Cellulari smart che dialogano con altri device, orologi che non segnano soltanto l'ora, ma che ci mettono in contatto con tutti i nostri amici, occhiali intelligenti che "aumentano la realtà" dandoci maggiori informazioni su ciò che ci circonda.

Abbiamo incontrato Antonio Pintus, uno dei fondatori di Paraimpu, startup che opera nel settore dell'Internet delle cose.

Cosa fa e con che obiettivi nasce Paraimpu?
Paraimpu è una startup innovativa che opera nel cosiddetto settore dell'Internet delle cose, fondata oltre che da me, da Andrea Piras, Davide Carboni e Marta Sanna. Proponiamo una piattaforma web sociale che facilita la connessione alla rete di oggetti fisici (sensori, elettrodomestici, apparati elettronici programmabili, smartphone, ecc) così come una serie di strumenti per far comunicare gli stessi con altri oggetti fisici e servizi, tra i quali i social network ed altre applicazioni software in rete. Spesso, ancora oggi, chi vuole realizzare delle applicazioni IoT (Internet of Things) deve imparare a programmare gli oggetti in linguaggi di programmazione diversi, deve scrivere la logica di connessione alla rete e di interconnessione tra essi, prevedendo anche una parte di trasformazione dei dati, perchè spesso non esiste uniformità delle informazioni scambiate tra gli oggetti e i servizi da mettere in comunicazione. Paraimpu nasce con l'obiettivo di facilitare la realizzazione di questo genere di applicazioni, fornendo inoltre un ambiente semplificato per la loro gestione e il loro funzionamento sul cloud, riducendo o ove possibile eliminando quasi del tutto la necessità di scrivere codice, senza trascurare l'aspetto sociale e di condivisione dei propri oggetti e delle proprie applicazioni.

Come è nata l'idea?
Io Davide e Andrea circa due anni iniziammo a sperimentare al CRS4 diverse tecnologie per la connessione ad internet di oggetti fisici e sensori. Pian piano ci rendemmo conto che una piattaforma "general-purpose" per agevolare la realizzazione di questo genere di applicazioni poteva risultare una buona cosa, riducendo i tempi ed i costi e, soprattutto, fornendo una serie di funzionalità pronte per le esigenze e gli oggetti più comuni. Iniziammo così a concepire e realizzare un prototipo di piattaforma software, coinvolgendo i primi utenti tester e facendo tesoro del feedback da loro ricevuto.

Come è nato il nome Paraimpu?
Paraimpu è una parola sarda che deriva dal greco antico paranymphos. Indicava una persona che agiva da intermediario nel combinare un matrimonio tra due giovani di due famiglie diverse. Proprio per questo ruolo di intermediario tra "entità" lo abbiamo scelto per Paraimpu piattaforma, che di fatto ricopre quel ruolo facendo parlare tra loro oggetti e servizi web, oltre al suono della parola che ci piace tanto.

Qual è il vostro modello di business?
Offriamo la piattaforma rivolgendoci a due mercati differenti. Quello Business to Consumer, rivolto ai maker, artisti, piccoli professionisti, hobbisti, su modello freemium: Paraimpu di base è gratis, ma con dei limiti di utilizzo (per esempio sul numero di oggetti connessi contemporaneamente), questi limiti vengono abbattuti con il pagamento di un canone mensile o annuale. Per il mercato Business-to-business invece offriamo a pagamento una piattaforma robusta e un ricco set di API per connettere i propri prodotti, con la possibilità di personalizzarla.

Cosa cercate in un partner finanziario e che caratteristiche deve avere?
Al momento cerchiamo un investitore finanziario che ci consenta di crescere. La piattaforma, nella fase di testing appena conclusa, ha attratto più di mille utenti. Ci servono ora i fondi per permetterci di fare il salto al livello successivo, migliorando il prodotto e realizzando tutte le idee che abbiamo in cantiere, ma facendolo nel più breve tempo possibile. Per far questo ci servono alcune figure professionali per rafforzare il team e provare a volare.

Uno dei problemi principali per chi vuole fare innovazione è costituito dal finanziamento delle nuove aziende. Voi come lo avete risolto?
Per i primi passi, oltre che con investimenti personali nostri, abbiamo il contributo di un bando di Sardegna Ricerche pensato per le startup innovative. Grazie a questo piccolo fondo ottenuto possiamo intraprendere i primissimi passi come impresa. Ovviamente non sono sufficienti, il nostro è un progetto ambizioso e crediamo che l'ingresso di un venture capital possa veramente contribuire in maniera decisiva a portare avanti velocemente la nostra idea.

Quali sono le competenze necessarie per avviare una startup in questo settore e come le avete costruite?
Occorre studiare e saper "dominare" la tecnologia e non aver troppa paura di provare a realizzare le proprie idee, divulgarle ed accettare il feedback delle altre persone. Se l'autocritica è una competenza, allora è necessaria anch'essa. Sicuramente avere nel team una persona di esperienza lato business e amministrativo aiuta tantissimo. Lato tecnologico abbiamo maturato molti anni di esperienza come ricercatori, Marta completa il lato più puramente business.

Cosa vuol dire per voi innovare?
Cucinare insieme le tecnologie esistenti per sfornare qualcosa di utilizzabile da tutti o dai più, che migliori la vita o il lavoro delle persone e che contribuisca all'avanzamento dello stato dell'arte nel settore di riferimento.

Quali risultati avete ottenuto e quali sono i vostri prossimi passi?
In breve: circa 1100 persone da 52 paesi del mondo hanno sperimentato e validato il prototipo della piattaforma, diverse applicazioni visibili realizzate grazie a Paraimpu. Un esempio su tutti: l'aver reso "social" la torre del THotel di Cagliari. Abbiamo appena rilasciato online la prima versione della piattaforma aperta a tutti. Il passo successivo sarà la possibilità di sottoscrivere un abbonamento. Inoltre chiunque ora può crearsi un account e iniziare a sperimentare e costruire!

Secondo voi quali sono le azioni che le istituzioni dovrebbero attuare per supportare lo sviluppo delle startup?
Burocrazia ridotta al minimo, abbattimento delle spese per costituire una startup per i primi tre anni di vita dell'azienda, costituzione di un unico sportello o servizio che in una settimana al massimo proceda alla registrazione dell'azienda ove previsto. Le persone vanno via da questo paese, invece noi dovremmo attrarle.

In un tweet, cosa consigliate a chi vuol fare impresa?
Avete un'idea? Analizzatela a fondo, realizzate un prototipo, parlatene, fatelo conoscere. Miglioratelo. Ha un buon riscontro iniziale? Fate la startup. Senza troppe paure.

L'articolo è un estratto dell'intervista realizzata da Alessandro Ligas. Il testo integrale è reperibile sul suo blog Trasferimento Tecnologico.

Link utili
Paraimpu e l'Internet delle Cose – Intervista a Antonio Pintus di Paraimpu