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StarsUp, piattaforma di equity crowdfunding

Illustrazione di una lampadina formata da più persone
25.03.2014
Uno dei problemi che deve affrontare chi vuole realizzare una nuova idea imprenditoriale è la difficoltà nel reperire i capitali. Questo è tanto più vero per le startup, che nascono spesso dalle idee di giovani innovatori senza il denaro necessario per realizzarle. Tuttavia, i finanziamenti "dall'alto", provenienti da grandi gruppi imprenditoriali già affermati, sono sempre più scarsi e difficili da ottenere. Ma per fortuna esiste un'alternativa: coinvolgere le persone comuni, convincendole della bontà della propria idea e delle sue potenzialità. Questa soluzione si chiama equity crowdfunding. L'Italia risulta all'avanguardia su questo tema, con una legislazione unica al mondo che regola la raccolta di fondi tramite internet. Per approfondire questo tema abbiamo parlato con Carlo Piras, uno dei fondatori di StarsUp, ovvero il primo portale italiano di equity crowdfunding autorizzato dalla Consob.

Qual è l'idea che sta dietro al progetto StarsUp?
StarsUp è un progetto che nasce dall'iniziativa di tre dottori commercialisti, Carlo e Matteo Piras con studio in Sardegna e in Toscana e il romano Alessandro Scutti, ciascuno con un ventennio di attività professionale alle spalle, e ha l'obiettivo di mettere a disposizione del sistema produttivo italiano lo strumento che può rivoluzionare il modo di fare impresa, velocizzando l'innovazione e aumentando la competitività del Paese nel mercato globale. Questo strumento è appunto l'equity crowdfunding.

Cosa significa equity crowdfunding? E perché è così importante?
Il crowdfunding nelle forme reward e donation è un metodo di finanziamento di progetti imprenditoriali o di iniziative aventi scopo sociale, già presente da molti anni sia nel mondo anglosassone che in Italia. Queste forme consistono nel chiedere al crowd (letteralmente la folla) tramite il web somme di danaro, generalmente di piccolo importo, a fronte delle quali il "finanziatore" riceve una ricompensa (ad esempio un copia del CD musicale prodotto o l'inserimento del proprio nome tra i titoli di coda del film o del documentario realizzato) o addirittura niente se non la soddisfazione di aver partecipato a far avverare una iniziativa meritevole.
Con la normativa sull'equity based crowdfunding, invece, l'Italia diventa il primo paese al mondo ad aver regolamentato la raccolta di capitali online finalizzati all'ingresso nel capitale di rischio delle imprese (per ora solo quelle classificate come startup innovative). Si tratta di una sorta di mini quotazione, solo che anziché avvenire in borsa questo processo si sviluppa sul web.
L'importanza della diffusione di questo strumento è a dir poco strategica per l'Italia, specialmente in questo momento storico. Abbiamo una gran quantità di menti brillanti e di veri talenti dell'artigianalità che, messi assieme, formano l'eccellenza italiana riconosciuta e apprezzata in tutto il mondo. Per aiutare lo sviluppo delle iniziative imprenditoriali promosse da questi soggetti, spesso scarsamente muniti di risorse monetarie, è oggi possibile operare integrando l'apporto derivante dalla contribuzione pubblica alla ricerca e dal canale finanziario tradizionale (banche o venture capital) con quello derivante dai privati cittadini, persone fisiche o imprese, che possono destinare quote del proprio risparmio allo sviluppo delle startup nazionali anziché allocarli in fondi monetari che vanno a sostenere economie di altri paesi. Una sorta di finanziamento a chilometro zero.

Come funziona StarsUp? A chi si rivolge?
StarsUp è il primo soggetto autorizzato ed iscritto nel Registro Consob dei gestori di portali per la raccolta online di capitale di rischio per le startup innovative, come definite dal Decreto crescita bis del 2012. È dunque a tale categoria speciale di imprese che si rivolge il nostro servizio.
Il funzionamento è molto semplice sia sul lato "emittenti" (le startup innovative costituite in forma di SRL, SPA o Società Cooperative) che sul lato investitori.
Sul piano pratico funziona così: l'emittente sottopone il proprio pitch, corredato da documentazione societaria e business plan, all'attenzione del nostro team, che previa verifica della sussistenza dei requisiti formali previsti dalla normativa, valuta la presenza o meno delle caratteristiche che in questo momento di avviamento del mercato riteniamo possano costituire il giusto mix per il successo della campagna di crowdfunding. Tra questi fattori spiccano l'adeguatezza curriculare dei soggetti proponenti, la proiezione del prodotto o servizio trattato verso i mercati esteri e la presenza di brevetti internazionali. Naturalmente, poiché ci si rivolge alla community del web, anche l'aspetto comunicativo assume un'importanza strategica. Gli investitori interessati all'investimento invece, previa registrazione sul portale, possono visionare e scaricare tutta la documentazione inerente l'investimento e, se vogliono, possono contattare direttamente l'emittente per domande e approfondimenti. Una volta presa la decisione di investire, con pochi semplici passi guidati è possibile compilare un modulo d'ordine e fare il bonifico sul conto corrente bancario vincolato acceso per la raccolta. Se il funding va a buon fine si diventa soci della startup, altrimenti i soldi versati vengono restituiti senza nessuna spesa.

Come vedete il vostro futuro? Quali sono le opportunità per il crowdfunding in Italia?
Ci aspettiamo grandi soddisfazioni, non solo e non tanto per StarsUp, ma anche e soprattutto per le nostre startup innovative (anche se che le due cose vanno di pari passo!). In Italia in questo momento ci sono imponenti liquidità finanziarie non allocate: il nostro obiettivo è di intercettarne una parte per destinarla al finanziamento dell'innovazione con promettenti sbocchi di mercato. Siamo di fronte a una opportunità straordinaria per la crescita del nostro sistema imprenditoriale, tradizionalmente costituito da piccole e medie imprese. Molto dipenderà dalla rapidità con la quale lo strumento di equity crowdfunding prenderà piede e dall'affidamento che i primi player, sia i gestori delle piattaforme che le startup emittenti, riusciranno a creare nel mercato. I portali di crowdfunding non sono siti di scommesse online ma veri strumenti di politica economica per il Paese. L'approccio dovrà essere consapevole e maturo e soprattutto improntato alla più rigorosa buona fede, altrimenti soffocheremo il bambino nella culla e potremo solo dolerci dell'ennesima occasione sprecata.

Carlo Contu
Redattore