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Bistrusso: il design tra innovazione e tradizione

Una borsa della collezione Bistrusso 
03.06.2014
Un delicato equilibrio in bilico tra innovazione e tradizione caratterizza i lavori firmati da Giorgia Bistrusso. Classe 1981, la designer cagliaritana, dopo le esperienze di Londra e Firenze, trascorse tra gli studi in Fashion Design e le collaborazioni con importanti brand nel mondo della moda, ha deciso di tornare in Sardegna. Qui si è messa alla prova per dare vita alle sue prime creazioni, che vanno sotto i nomi dei brand Bistrusso e Love & Sea. Le inconfondibili borse in sughero e tessuto e gli eleganti colletti, tutti pezzi unici realizzati a mano, uniscono le radici sarde della stilista, rintracciabili nella scelta dei materiali e nella provenienza artigiana, a un design nuovo e originale.

Uno dei grandi meriti di Giorgia è stato quello di scoprire sul territorio isolano numerosi artigiani e coinvolgerli nel suo processo creativo, reinventando i materiali della tradizione sarda attraverso nuove forme e stili. Un'intuizione felice premiata dal mondo della moda: Giorgia infatti è stata inserita tra i migliori cinquanta designer al mondo nell'ambito del concorso Young Vision Accessories Award 2014 ideato da Vogue. Per comprendere la filosofia che sta dietro i suoi lavori e la scelta di rivolgersi ad artigiani locali l'abbiamo incontrata e le abbiamo chiesto di raccontarci il suo progetto.

Come nascono i progetti Love&Sea e Bistrusso?
I due progetti hanno un'anima ben definita e la loro essenza nasce da diversi fattori. Bistrusso è un racconto arcaico, ricerca e consapevolezza. Love&Sea è mare, fantasia; quest'ultimo è un progetto condiviso con la mia socia Stefania Ruggeri. Per Bistrusso e Love&Sea il punto di partenza è dato dalla particolarità e dall'esclusività del prodotto. La produzione dell'accessorio fine a se stesso non mi interessa, l'intento è quello di dedicarmi all'intero processo produttivo con l'obiettivo di incidere sul territorio diffondendo maggiori informazioni delle tecniche manuali artigianali, trattandosi di produzioni che aspirano al mercato internazionale. Tradizione artigianale e sensibilità moderna si incontrano in tutte le mie creazioni e dalla Sardegna arrivano le più importanti ispirazioni, per me è un vero bacino artistico e culturale di grande importanza. L'idea di solito scaturisce da un insieme di elementi, è un immaginario variegato fatto di geometrie, segni e rigore nei tagli. Prediligo le forme retrò e nelle maglie riporto i motivi tipici del passato come le losanghe che trionfano nelle ceramiche e nei tappetti isolani. Vi è una fusione dei diversi periodi storici che coesistono in armonia tra loro e l'equilibrio è dato dai contrasti coloristici che si accostano alle armonie tonali ispirate alla sabbia. Durante la fase creativa inserisco ricordi, suoni, poesie, natura, decori, immagini, grovigli di lana, racconti e intrecci.

Quanto c'è nelle tue creazioni delle radici sarde e quanto delle esperienze oltremare?
Il mio lavoro ha radici profonde. Ci sono idee che avevo sin da piccola, può sembrare banale ma è così e di sicuro non posso prescindere dalle mie origini sarde e da quello che ho vissuto sin dall'infanzia. Tanti sono i ricordi legati all'Isola che poi ritornano sempre, quasi a rassicurarti. I miei primi lavoretti sono iniziati scrutando mia nonna che cuciva e le persone creative che mi circondavano. In me è sempre viva l'immagine di donne forti, dei dolci fatti in casa che sembravano ricamati, di telai in azione e di passeggiate in mezzo alla natura. Stradine e silenzi del paesino d'origine di mia madre. E i colori della mia città: Cagliari, con i bastioni e il suo meraviglioso porto. L'esperienza oltremare ha significato confrontarsi, lottare, imparare e arricchirsi. Diventare grande. Ricordo che ero totalmente ammaliata da quel mondo fatto di fiere e avvenimenti nel campo della moda. Firenze è stata molto stimolante e di sicuro le più belle idee sono nate in quegli anni, quando sognavo di lavorare per altri stilisti e mi sentivo rapita dalla storia dell'arte. Ma sicuramente apprezzare le mie origini credo sia stato fondamentale.

Quali materiali utilizzi?
Parte dei materiali hanno un evidente legame con la natura e un posto privilegiato nella mia lista è sicuramente dato al tessuto di sughero: affascinate, leggero, naturale e durevole. Ho una predilezione per la lana, fibra tessile naturale fantastica, calda e preziosa, usata sin dall'antichità soprattutto in Sardegna. Adoro il filato di seta che è presente in gran parte della collezione Bistrusso e sarà riproposta anche nella prossima linea, i lavori che si ottengono con la seta (fatti a mano) sono delicatissimi e questo è sicuramente completato anche dai colori naturali, grazie ai fiori e le piante tipiche sarde. Altri materiali utilizzati sono: il cotone, il pizzo, la pelle e il lino. Per i Colletti Love&Sea abbiamo utilizzato i tessuti luminescenti, pelle laserata con il tulle in sovrapposizione e pelle a stampe animalier. Le fantasie scelte sono vintage per i colletti baby e nella collezione maschile quadrettate bicolore per creare un effetto più sbarazzino. Il lavoro parte sempre dalla ricerche di novità, attualmente sto sperimentando altri tessuti e spero presto di coglierne i frutti.

Chi sono gli artigiani coinvolti nelle tue collezioni?
Per la realizzazione degli accessori ho coinvolto gli artigiani sardi perché la Sardegna è diventata la mia base, ma non mi precludo la possibilità di inserirne altri che risiedono in realtà simili alle nostre in altre zone d'Italia. Gli artigiani giocano un ruolo fondamentale, ripeto spesso e non mi stancherò mai di farlo, senza la loro partecipazione non sarebbe stata la stessa cosa, sono tutti dei meravigliosi professionisti e la mia vera fortuna è stata incontrarli. Alcuni di loro lavorano a progetto, altri si uniscono strada facendo, e poi c'è chi svolge il proprio lavoro nei laboratori dell'entroterra sardo come ad esempio la Robbia di Maurizio Savoldo, che colora i tessuti e quello dell'artigiana Anna Pintus, specializzata nella confezione degli accessori. Lei merita un ringraziamento speciale perché è la mia vera consigliera! La loro non è una semplice collaborazione, ma è un contributo fondamentale, dietro ogni lavoro posso dare vita alle mie creazioni e sono tutti importantissimi: come Signora Maria che realizza dei meravigliosi melange, la sarta Angela, signora Anna Maria ai telai, la ricamatrice Efisia, la magliaia Elena che lavora ai ferri e ancora altri. Le mie creazioni sono uniche, soprattutto per l'attenzione e l'amore che le contraddistingue.

Quali sono i processi seguiti per la produzione delle tue creazioni?
Partendo dal primo bozzetto, ogni passaggio è fondamentale per tutto il processo produttivo. La produzione viene seguita direttamente da me in gran parte delle fasi, anche se non è semplice perché i paesi coinvolti sono tanti e non avendo un'unica sede devo viaggiare spesso. La mia è stata una decisione importante, ma ci credo fortemente: è giusto che tutti gli artigiani coinvolti possano lavorare nei propri luoghi d'origine in totale serenità soprattutto per utilizzare i macchinari già esistenti da tempo. Partendo da Cagliari, sono dislocati in diverse zone: Quartu, Sestu, Domusnovas, Laconi, Atzara, Samugheo, Ottana e nei prossimi mesi si uniranno altri paesi. Viaggio spesso a Roma per acquistare il pellame, che richiede lavorazioni particolari in un'azienda leader di bravissimi artigiani italiani, mentre alcune minuterie arrivano da Firenze, Frosinone e Macerata. Le etichette in pelle sono prodotte a Milano e quelle in sughero sono realizzate a Sestu. Vorrei unire altre piccole realtà, anche in altre zone dell'Italia. Le fasi che seguono il disegno dell'accessorio sono: la colorazione del filato, la confezione della maglia con la realizzazione del motivo scelto (fatto a mano, al telaio) scelta della fodera interna e delle minuterie, infine l'assemblaggio del tessuto di sughero o della pelle insieme alla maglia. Il processo di esecuzione è decisamente lungo, ma gratificante e stimolante. Tutte le borse sono nominate e sono completate da una sacca in lino. Dalla Sardegna partono per poi arrivare a Milano, dove da aprile le mie creazioni sono presenti nello show-room Spazio Garbo. Un vero piacere per me far parte di questa bella squadra. Sono contenta che le mie borse abbiano trovato una collocazione d'eccezione. Adoro l'aria che si respira al suo interno e lo stile raffinato che lo contraddistingue.

Cosa significa per te innovazione?
Penso che innovare significhi produrre e accogliere un cambiamento, una novità che però sia utile. Nello specifico non penso solo a macchinari sofisticati, ma in senso più ampio potrebbe essere anche abbracciare una mentalità nuova per uscire dai soliti schemi. Le idee innovative perfezionano qualcosa che già esiste da tempo, che arriva dal passato e la vera capacità a mio avviso sta nell'usufruire al meglio delle idee già esistenti attraverso la ricerca. Questo lo si evince in tutti i settori, anche in quello della moda e il connubio moda-tecnologia è ricco di esempi fantastici. Come ad esempio quello dei tessuti intelligenti.

Hai un riferimento, una fonte di ispirazione?
Tante le fonti d'ispirazione, osservo con curiosità le donne che mi circondano o che incrocio in situazioni normalissime e nel quotidiano. Del passato adoro il lavoro di Elsa Schiaparelli e Coco Chanel, donne coraggiose e raffinate. Poi la creatrice dell'haute couture Madame Grès, Zelda Kaplan e Iris Apfel, una vera icona di stile. Vorrei anche citare tre personaggi che sono dei veri esempi: Antonio Marras, che ammiro profondamente, per me un genio assoluto. Missoni, per aver fatto delle sue maglie il suo impero e Brunello Cucinelli, che ha fatto del Borgo di Solomeo una vera fucina creativa. Condivido la sua idea d'impresa di tipo umanistico e il suo essere sofisticato.

Ho letto che hai avuto la fortuna di incontrare Maria Lai, hai ricevuto dei consigli da lei?
Incontrarla è stato un regalo meraviglioso, una vera fortuna per me. Ogni suo gesto e ogni sua parola sono custoditi gelosamente e mi accompagnano sempre in tutto quello che faccio. Ricordo che mi accolse nella sua casa con estrema dolcezza e raccontò della sua vita con una fortissima passione. Stare davanti a lei significò entrare in un'altra dimensione. Ammetto che non fu semplice confrontarsi, perché non era una donna comune, lei era unica e questo mi spiazzò a tal punto che spesso rimasi in silenzio. Poi raccontò dei suoi amici, delle sue opere e mi suggerì di percorrere le stradine di Ulassai sino ad arrivare alla Stazione dell'arte. Con lei capii che la sperimentazione insieme al gioco mi avrebbero aiutato a trovare l'equilibrio giusto, così come la libertà di scegliere un percorso personale senza mai calpestare le mie volontà e i miei tempi. I fili, i telai, le poesie, le geografie e i libri cuciti di Maria sono un patrimonio unico, spero vivamente che le nuove generazioni non si dimentichino di lei perché di esempi così ne esistono veramente pochi.

Quali progetti per il futuro?
Continuare a studiare le diverse tecniche manifatturiere e portare avanti le collezioni. Attualmente sono alla ricerca di altri artigiani e spero di continuare con la produzione in Sardegna. Il vero progetto è quello di inserire giovani talentuosi che abbiano voglia ed entusiasmo di imparare. Sarebbe bellissimo se arrivassero da tutto il mondo per lavorare in quest'Isola, vorrei far amare la nostra tradizione per continuare a proiettarla nel moderno e non disperdere l'eredità culturale che mi è stata tramandata.

Link utili
Bistrusso

Sara Palmas
Redattrice