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Insight - Essere e diventare imprenditori. Intervista a Giorgio Ghiani di Like Home

Giorgio Ghiani durante un momento del percorso Insight
03.03.2015
Inauguriamo oggi una serie di interviste che avranno come protagonisti i partecipanti a Insight - "Percorso di validazione dall'idea al business model", iniziativa dello Sportello Startup di Sardegna Ricerche rivolta agli aspiranti startupper isolani.

Risponde per primo alle nostre domande Giorgio Ghiani del team Like Home, che intende connettere i professionisti del settore socio-sanitario, generici e badanti, operatori socio-sanitari, animatori ed educatori professionali, infermieri e fisioterapisti, psicologi e medici, con chi ne ha bisogno per sé stesso o per i propri cari.

In 140 caratteri (un tweet, o poco più), come descriveresti il tuo progetto?
Un luogo di incontri. Mi rivolgo al settore socio-sanitario promuovendo incontri tra domanda e offerta perché ad oggi manca una piazza.

Da quanto tempo ci lavori? Quanti siete?
Siamo in due. Lo scorso agosto l'idea è nata come un sogno, a settembre abbiamo già iniziato a lavorarci!

È la tua prima esperienza imprenditoriale?
No. All'età di 25 anni facevo il rappresentante di prodotti per capelli e ho provato ad aprire una scuola per parrucchieri, ma è andata male, facevo quello che mi dicevano, non quello che volevo.

Che cosa ti ha spinto a fare l'imprenditore?
Nel lavoro ho sempre messo tutto me stesso, era giusto che mi impegnassi così per qualcosa di mio.

Imprenditori si nasce o si diventa?
Si diventa se hai un'idea e apprendi un metodo, ma devi avere la scintilla (coraggio, visione, intuito).

Servono tanti soldi per iniziare?
No! Servono buone idee per iniziare.

Secondo te è molto rischioso? Senti che stai rischiando tanto? In che senso?
Se parti da zero e hai un metodo i rischi sono davvero pochi, hai ampi margini per fermarti per tempo. Io ho rischiato ciò che avevo: contratto a tempo indeterminato, un ruolo nell'organizzazione, un netto di 2.000 euro. Ma ho delle buone idee e mi son detto che se non ci credevo io per primo non potevo pensare che ci credessero gli altri.

Che cosa pensi del mito dello startupper avventuriero?
Penso sia un falso mito. Chi è troppo avventuriero non diventa startupper perchè non va molto lontano.

Sulla base dell'esperienza che stai costruendo, c'è un consiglio che ti senti di dare a chi sta fondando o vorrebbe fondare una nuova impresa?
Keep calm and you'll learn.

Cosa ti ha spinto a partecipare ad Insight? Come te lo immaginavi e com'è?
Nel corso della precedente esperienza da imprenditore non avevo metodo. Lo immaginavo come i corsi di governance che ho già fatto, docenti in cattedra e noi ad ascoltare. Invece è molto meglio: adoro l'interattività del corso, la community, l'apprendimento fuori dall'aula, il lavoro svolto dai The Doers per noi, a partire dalla segmentazione di mercato alla landing. Dal primo all'ultimo giorno di corso non sei mai solo e hai un aiuto concreto da chi ha più esperienza di te.

Sono passate poche settimane dall'inizio del percorso, a che punto è il tuo progetto?
Il progetto è a buon punto: abbiamo stampato le prime fatture. Sono cambiate parecchie cose: da un ampliamento del mercato (eravamo concentrati sugli anziani, oggi ci rivolgiamo a tutte le persone non autosufficienti), a un miglioramento dell'offerta, fino a una maggiore consapevolezza dei competitor.

A marzo concludiamo con il Minimun Viable Product: ogni sabato incontriamo piccoli gruppi di professionisti ai quali illustriamo il progetto e dai quali raccogliamo le prime iscrizioni. Durante la settimana stiamo fissando incontri con associazioni che hanno a che fare con la non autosufficienza. Stiamo per pubblicare due landing page per iniziare una campagna di informazione rivolta ai professionisti e alle famiglie.

Rifaresti tutto quello che hai fatto?
Si. Dagli errori del passato che mi hanno portato al corso consapevole di aver bisogno di apprendere un metodo, alle critiche ricevute da startupper di altri percorsi che mi hanno messo in discussione. Anche perché ho un'altra buona idea su cui lavorare…