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Incontro tra genetica sarda e linguistica

Genetica, cromosoma
21.12.2006
Gli studi di genetica di popolazione stanno contribuendo a far luce sulla storia della popolazione sarda da una prospettiva relativamente nuova, aggiungendo elementi importanti a un quadro che è stato costruito, e continua ad essere delineato grazie all'attività di ricerca in discipline diverse.

Luigi Cavalli-Sforza, studioso di genetica di popolazione di fama mondiale, sostiene che "uno stesso processo storico come quello dell'evoluzione umana, può essere analizzato sotto molti punti di vista fra loro diversi, ciascuno dei quali può dare almeno qualche informazione sulle cause in gioco". In particolare, secondo Cavalli-Sforza, le discipline che hanno fornito i contributi più utili si sono dimostrate la genetica, la demografia, l'archeologia, la linguistica e l'antropologia fisica e culturale.

Per provare a capire come avviene la ricostruzione della storia delle popolazioni con occhi diversi da quelli di un genetista abbiamo chiesto ad Ignazio Putzu, che insegna linguistica generale all'Università di Cagliari, di parlarci del suo lavoro di ricercatore e dei rapporti tra la sua disciplina e la genetica di popolazione.

"La linguistica - spiega - è oggi articolata in molti settori anche assai lontani l'uno dall'altro. I settori che studiano la variazione delle lingue (e che sono direttamente interessati ai problemi posti dalla genetica delle popolazioni) descrivono in modo sistematico le somiglianze e le dissomiglianze tra le lingue e cercano di spiegare a cosa siano dovute. Per esempio, le somiglianze possono essere causate dalla discendenza da un lingua madre comune (si pensi all'italiano, allo spagnolo e al sardo che discendono dal latino), oppure a influenze reciproche, o ancora a tendenze "universali", basate su proprietà generali del linguaggio in quanto facoltà cognitiva. Ogni ipotesi deve poggiare su una base dati il più rappresentativa possibile e deve rispettare regole formali molto rigorose che ne consentano la falsificabilità empirica".

Che relazione c'è tra genetica delle popolazioni e genetica delle lingue? "Nessuna relazione diretta. Qualsiasi essere umano può apprendere qualunque lingua; qualunque popolazione genetica può parlare qualsiasi lingua. E' l'ambiente geoantropico che mette in correlazione genetica delle popolazioni e genetica delle lingue. La relazione tra genetica e lingue è una relazione ecologicamente mediata. Cosa che fino ad oggi si è mancato di considerare".

In che senso la relazione è ecologicamente mediata? "Piccoli gruppi di popolazioni (animali o vegetali), isolati in nicchie ecologiche, si evolvono autonomamente producendo configurazioni genetiche nuove e peculiari; più l'ambiente è articolato in "nicchie", maggiore è la sua ricchezza biologica. Parallelamente, popolazioni linguistiche isolate in nicchie ecologiche - in tempi enormemente inferiori - evolvono autonomamente la varietà di partenza producendo nuove varietà linguistiche. Più l'ambiente geoantropico è ricco di nicchie, maggiore è la variazione linguistica. Infatti, la stragrande maggioranza delle circa 6-7000 lingue esistenti è parlata da piccolissimi gruppi di popolazione (talora di poche decine di individui), disseminati nelle zone biologicamente più ricche della Terra ossia nelle foreste equatoriali".

Mentre è possibile stabilire cronologicamente quando due geni si sono separati nell'evoluzione, non esistono strumenti per valutare in maniera assoluta i cronismi della evoluzione fonetica delle lingue. In che modo la genetica e la linguistica possono completarsi tra loro? "I problemi sui quali genetica e linguistica sono chiamate a confrontarsi sono diversi: dalle basi genetiche del linguaggio alla formazione del linguaggio nel corso dell'evoluzione (filogenesi del linguaggio). Inoltre, l'idea di una relazione tra genetica e linguistica è stata sostenuta dagli studiosi di genetica delle popolazioni. Tutto è partito dalla constatazione che i dati sulla genetica delle popolazioni possono mostrare una distribuzione geografica sorprendentemente simile a quella di certe lingue o famiglie linguistiche (cioè, gruppi di lingue derivate da un antenato comune): simile a tal punto da far ipotizzare che tale coincidenza non sia casuale ma dovuta a una relazione che deve essere spiegata. Ora, genetica delle popolazioni e linguistica possono completarsi nella misura in cui possono fornire informazioni convergenti sulle dinamiche storiche delle popolazioni. Tuttavia, bisogna muoversi con estrema prudenza, se si vogliono evitare spiegazioni superficiali".

Quali possono essere i contributi della genetica allo studio del sardo? "Il sardo è una lingua derivata dal latino. Ma in essa affiorano elementi che sono non riconducibili né al latino né alle altre lingue parlate in Sardegna in età storica (come il fenicio-punico e il greco). Nel corso del Novecento, la linguistica ha in parte chiarito la provenienza di alcune componenti di tale fondo antichissimo ma l'origine delle altre resta assolutamente oscura. Collocare esattamente la Sardegna nella mappa genetica delle popolazioni potrebbe essere utile per avanzare (con tutta la prudenza del caso) ipotesi in tal senso, ipotesi che dovrebbero poi essere sottoposte a una rigorosa verifica empirica dal punto di vista storico e linguistico".

Giuliana Brunetti, Matteo Floris
Ricercatori CRS4


Biografia
Ignazio Putzu
Laurea in Lettere antiche all'Università di Cagliari con una tesi di onomastica teorica (con particolare riguardo ai processi cognitivi legati all'uso dei nomi personali).
Ha conseguito il titolo di dottore di ricerca in Linguistica presso l'Università di Pavia con una tesi di tipologia linguistica sulle lingue del Mediterraneo. Ha insegnato presso le Università di Pavia e di Sassari. Attualmente, è professore associato di Linguistica Generale presso la Facoltà di Lingue e Letterature Straniere dell'Università di Cagliari.
I suoi principali interessi riguardano la linguistica teorica e tipologica, la linguistica storica (con particolare riguardo alle lingue indoeuropee antiche e ai rapporti tra linguistica, archeologia e genetica nella ricostruzione dei processi di diffusione delle lingue), la linguistica mediterranea, l'onomastica (con particolare riguardo alla soprannominazione).

Tra le pubblicazioni più recenti:
1.Ignazio Putzu (ed.), Sardinian in Typological Perspective. "Sprachtypologie und Universalienforschung (STUF)" (Berlin), 2005, 3/4.
2.Pierluigi Cuzzolin/Ignazio Putzu/Paolo Ramat, "The Indo-European Adverb in diachronic and typological perspective", "Indogermanische Forschungen", (Berlin / New York), 2006, Band 111.