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Degrado delle coste: a rischio anche la Sardegna

27.07.2006
Nel maggio 2004 la Commissione europea ha pubblicato le conclusioni di un'iniziativa di grande respiro intesa a tutelare le fasce costiere europee: il progetto Eurosion, varato nel 2001 con un bilancio di 5 milioni di euro. Il rapporto indicava che l'erosione interessa circa il 20 % delle coste europee. Italia, e Sardegna, comprese. Posto che un minimo di erosione del terreno in seguito all'azione del mare rappresenta un processo naturale, in corso da milioni di anni, in alcune zone i tentativi di invertire il processo hanno invece aggravato il problema, e i danni causati dall'erosione richiedono una soluzione urgente, specialmente per le persone che vivono in prossimità del mare e dipendono dalle attività costiere per la sussistenza.

E pochi giorni fa l'Agenzia Europea per l'Ambiente ha lanciato un nuovo allarme: I litorali europei si avvicinano al "punto di non ritorno" ambientale.
Con i suoi 1.840 km di sviluppo costiero (contro i 5.616 km del resto d'Italia) la Sardegna vanta ambienti marini e litorali di alto valore naturalistico riconosciuto attraverso l'istituzione di aree naturali protette, l'individuazione di aree della Rete Natura 2000 (pSIC e ZPS) e di Zone Umide di Importanza Internazionale (Convenzione Ramsar). E le coste sarde sono note per la loro alta qualità (almeno quegli 810 km realmente accessibili, dato che 326 sono interdetti permanentemente per vincoli militari, o industriali, o di natura infrastrutturale come porti o areoporti, mentre circa 700 Km sono caratterizzati da coste alte o con precarie vie di collegamento o in quanto isole disabitate) ma non sono estranee a rischi.

"Ma il vero rischio per la Sardegna - spiega Giosuè Loj - è l'intervento inappropriato dell'uomo. Le nostre coste sono in prevalenza in equilibrio e paradossalmente possiamo fare più danni con un atteggiamento interventista che non con una corretta gestione integrata delle coste!"
Non è dunque solo il cemento a causare danni? "La cementificazione delle coste, soil sealing, è uno degli elementi denunciati nel rapporto sullo stato dei litorali del Mediterraneo elaborato dall'Unep/Map e presentato nel marzo di quest'anno: circa ventimila chilometri di coste rocciose e sabbiose, di zone umide, di estuari, delta e stagni costieri sono stati coperti dal cemento nell'intera area Mediterranea, su 46.000 complessivi. E si calcola che entro il 2025 oltre il 50 per cento delle coste mediterranee potrebbe essere cementificato."
Che quadro emerge per la Sardegna? "La situazione è sotto controllo grazie agli interventi legislativi della regione come il piano paesaggistico regionale. Ma eventi come la mareggiata di gennaio ha messo in evidenza in che modo l'urbanizzazione eccessiva dei sistemi di spiaggia può causare danni al litorale."
Come viene controllata l'erosione delle spiagge? "La Sardegna è inserita nella strategia comunitaria per la difesa delle aree costiere con il progetto Eurosion, commissionato nel 2001 dal Parlamento Europeo e realizzato dalla Direzione Generale Ambiente della Commissione Europea. Per la Sardegna ne fa parte, oltre me, Sandro De Muro, docente di Geologia Marina e Sedimentologia all'Università di Cagliari."
Chi studia le coste in Sardegna? "La conoscenza scientifica risulta essenziale per la difesa dei litorali. Attualmente sia le Università di Cagliari e Sassari che alcuni centri di ricerca come CRS4, CNR e ICRAM svolgono un ruolo fondamentale nella raccolta delle informazioni."

La Regione Autonoma della Sardegna, come emerge dal Documento Strategico Regionale, dedica particolare attenzione alle coste. In particolare vengono sottolineati alcuni tratti critici di litorale: Alghero (Rada), Porto Torres (litorale Est, fino a Abbacurrente, al confine con il Comune di Sassari), Sassari (Platamona), Sorso (Marina), Castelsardo (a Est del promontorio e del Centro Abitato), Valledoria (La Ciaccia, S. Pietro), Bosa (tra la spiaggia e Turas), S. Vero Milis (Falesie del Sinis), Cabras (S. Giovanni di Sinis, settore esposto a Ovest), Carloforte (Spiaggia del Giunco), Sarroch (da Perd'e Sali verso sud ovest), Capoterra (Torre degli Ulivi-Maddalena Spiaggia), Cagliari (Poetto, Giorgino), Quartu Sant'Elena (Foxi-Capitana).

Approfondimento
Politica europea contro l'erosione
Recentemente a Bruxelles (Direzione Generale Ambiente, Commissione Europea) si è riunito il comitato di sorveglianza del progetto Eurosion (tra gli esperti era presente Giosué Loj).
Il progetto Eurosion, sostenuto dal Parlamento europeo, interessa enti nazionali e locali, ricercatori, tecnici e imprese. Le conclusioni del progetto, presentate nel maggio 2004, sono corredate da un pacchetto di proposte concrete destinate a migliorare la gestione costiera nel prossimo decennio. Tra gli altri risultati figura una banca dati dedicata ai litorali di tutta Europa e un'analisi avanzata delle misure in atto per prevenire l'erosione.

Andrea Mameli
Ricercatore CRS4


Biografia
Giosué Loj
Geologo, specializzato in remote sensing, docente di rilevamento geoambientale all'Università di Cagliari e dipendente dell'Ersat, Loj svolge ricerche nel campo della difesa del suolo e della lotta alla desertificazione sia in Italia che all'estero. Dopo un'esperienza alla Commissione Europea, Direzione Generale Politiche Regionali, a Bruxelles, ha partecipato ai gruppi di lavoro della Commissione per la preparazione della strategia tematica sul suolo e al comitato di pilotaggio del programma EUrosion per la difesa delle coste europee. Nel tempo libero si divide tra il volontariato nell'associazione scout AGESCI e la passione per la vela non agonistica.

Link utili
Erosion
Report dell'Agenzia europea per l'ambiente [file.pdf]