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Programma LIFE: l'intervista a Irene Liverani

Persona tiene una piantina tra le mani
Lo Sportello Ricerca europea organizza il 13 e 14 luglio 2016 un corso di formazione dedicato al programma europeo LIFE. Ma cos'è di preciso il programma LIFE? Quali sono i suoi ambiti di intervento? E quali sono le cose da fare per avere maggiori probabilità di successo quando si presenta un progetto?

Per rispondere a queste domande abbiamo intervistato Irene Liverani, esperta della società di consulenza EU CORE Consulting, che sarà presente al corso come docente.

Che cos'è in estrema sintesi il Programma LIFE e quali sono i suoi obiettivi prioritari?
Lanciato nella sua prima versione nel 1992, LIFE è il programma di finanziamento dell'Unione Europea a sostegno dell'Ambiente e dell'Azione climatica. Proprio questi due ambiti d'azione costituiscono i due assi portanti del Programma, a loro volta divisi in tre aree prioritarie ciascuno.

Nell'attuale ciclo di programmazione 2014-2020, il Programma muove in direzione di cinque obiettivi di fondo:
1- contribuire al passaggio verso un'economia efficiente in termini di risorse, con minori emissioni di carbonio e resiliente ai cambiamenti climatici
2- migliorare lo sviluppo, l'attuazione e l'applicazione della politica e della legislazione ambientale e climatica dell'Unione europea
3- contribuire alla protezione e al miglioramento della qualità dell'ambiente, all'inversione e interruzione del processo di perdita di biodiversità, anche tramite il sostegno alla rete "Natura 2000", e al contrasto del degrado degli ecosistemi
4- migliorare la governance ambientale e climatica a tutti i livelli
5- sostenere l'attuazione del Settimo Programma d'Azione per l'Ambiente

Quali tipologie di enti possono beneficiare del supporto finanziario di LIFE?
Può proporre candidatura per i bandi del Programma qualsiasi ente pubblico o privato (principalmente dunque enti pubblici, imprese e organizzazioni senza scopo di lucro comprese le ONG) basato in un Paese membro dell'UE, oppure in un Paese membro dell'EFTA (European Free Trade Association: Islanda, Liechtenstein, Norvegia, Svizzera), o in un paese candidato o potenziale candidato all'ingresso nell'Unione (ossia Albania, Serbia, Montenegro, Macedonia, Turchia; Bosnia-Herzegovina e Kosovo), o ancora compreso all'interno della cosiddetta Politica Europea di Vicinato (Europa orientale e bacino del Mediterraneo).

Enti afferenti a Paesi extra-UE sono tuttavia eleggibili soltanto come beneficiari associati (non in qualità di Coordinatori dunque) e nella misura in cui contribuiscono tramite l'implementazione di azioni al di fuori del territorio UE necessarie per raggiungere gli obiettivi ambientali e climatici dell'Unione.

Si noti in proposito che, diversamente rispetto alla regola generale dei programmi dell'UE, in LIFE non è necessariamente richiesta la formazione di un partenariato, né che l'eventuale consorzio abbia carattere trans-nazionale.

Quali attività sono tipicamente finanziate dal Programma e quali tipologie di progetti è possibile proporre?
Il Programma finanzia principalmente interventi concreti di particolare rilevanza per l'UE in campo ambientale o climatico: non sono viceversa eleggibili progetti incentrati sulla ricerca, né attività di costruzione di grandi infrastrutture.

I progetti più diffusi – detti "tradizionali" – possono essere in particolare:
a) pilota – quando applicano una tecnica o metodo mai testato prima, o soltanto altrove, e suscettibile di essere applicato successivamente su più ampia scala
b) dimostrativi – quando mettono in pratica, sperimentano, valutano e diffondono azioni, metodologie o approcci nuovi o sconosciuti nel contesto specifico del progetto
c) di buone pratiche – quando applicano tecniche, metodi e approcci adeguati, efficaci e all'avanguardia nel contesto specifico del progetto
d) d'informazione, sensibilizzazione e divulgazione – quando sostengono essenzialmente queste tipologia di attività per i Sottoprogrammi Ambiente e Azione per il clima.

Altre tipologie di azioni contemplate in LIFE sono i "progetti integrati" (finalizzati ad attuare su vasta scala territoriale strategie o piani ambientali o climatici previsti dalla legislazione dell'UE), i progetti di assistenza tecnica (finalizzati alla realizzazione di attività propedeutiche a un progetto integrato), i progetti preparatori (identificati dalla Commissione per rispondere a esigenze specifiche connesse allo sviluppo e attuazione delle politiche e della legislazione dell'UE in materia di ambiente e clima) e le sovvenzioni operative e gli accordi quadro di partenariato con le ONG nel settore.

Qual è l'entità dei finanziamenti disponibili?
La dotazione attribuita al Programma LIFE per il settennio 2014-2020 è pari a circa 3,45 miliardi di euro, dei quali quasi 2,6 miliardi allocati al Sottoprogramma per l'Ambiente e circa 864 milioni a Sottoprogramma per l'Azione climatica. Sebbene non vi siano indicazioni vincolanti rispetto al taglio finanziario dei progetti tradizionali, questi si attestano mediamente attorno a un contributo compreso tra 0,5 e 5 milioni di euro. Difficilmente la Commissione finanzia in ogni caso progetti di taglio minore prevedendone un impatto e dunque valore aggiunto non sufficiente.

Si tenga presente che il cofinanziamento massimo concesso dall'Unione per tali progetti è pari al 60% dei costi totali eleggibili, elevandosi sino al 75% per progetti nel settore Natura e Biodiversità che si concentrino su azioni di conservazione di specie o habitat prioritari per l'UE.

Quali sono le cose da fare e quali gli errori da evitare per avere maggiori possibilità di successo nel programma LIFE?
Cinque suggerimenti fondamentali per partecipare con maggiori chance di successo ai bandi del Programma:
a) Costruire il progetto a partire dall'identificazione di un problema di carattere ambientale o climatico a cui s'intende dare risposta e non dimenticare d'inserire nella proposta di candidatura una solida analisi di tale problematica, dello stato dell'arte e della soluzione proposta
b) Costituire ove rilevante un consorzio di istituzioni fortemente complementari per tipologia ed expertise, evitando la ridondanza di enti tra loro simili
c) Coinvolgere sin dalla fase di progettazione della proposta i portatori d'interesse (stakeholders) più rilevanti, così da prendere in conto tutti i punti di vista sul problema trattato e anticipare il lavoro di disseminazione dei risultati
d) Definire obiettivi e risultati attesi in maniera chiara, specifica e misurabile, e accompagnare a questi una strategia ambiziosa per assicurare la sostenibilità degli impatti
e) Prevedere infine una struttura di management del progetto semplice e lineare, assicurando la presenza di un project manager competente e dedicato a tempo pieno.

Redattore
Carlo Contu


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