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JikuHealth: il nuovo progetto della startup Jiku

Roberto Marras e Giuseppe Moro, fondatori della startup Jiku 
12.05.2020
Ogni startup ha la sua storia da raccontare, fatta di momenti difficili, di errori e di cadute, ma anche di successi che arrivano talvolta nei momenti meno prevedibili. È questo anche il caso di Jiku, una vecchia conoscenza di Sardegna Ricerche che ha sostenuto il progetto sin dalle sue origini, nel 2016, quando il nome dell'idea era ancora Spime e i suoi fondatori avevano appena vinto la Start Cup di Sassari.

Proprio dopo quella vittoria li avevamo intervistati per farci raccontare l'idea e il il progetto imprenditoriale. Ora è passato qualche anno e nel frattempo il progetto si è evoluto, diventando quello che è oggi. Jiku è una startup innovativa costituita a novembre 2017 dal sassarese Roberto Marras e dal nuorese Giuseppe Moro, ed è nata per risolvere un problema di fondo: contestualizzare le informazioni nel tempo e nello spazio per meglio comprendere gli eventi. In anni di lavoro nel settore Jiku è riuscita a realizzare un prodotto che unisce tecnologia e grafica per innovare la data visualization, come ha dimostrato con il suo ultimo progetto JikuHealth. Abbiamo intervistato Roberto Marras, CEO dell'azienda, che ci ha raccontato di cosa si tratta.

Cos'è JikuHealth e come funziona?
JikuHealth è una versione della piattaforma Jiku che si focalizza sul mercato della sanità. È una declinazione di JikuPrivate, ovvero la piattaforma Jiku dedicata ai privati. Ad esso si aggiungono JikuSchool, dedicato alle scuole, JikuFinance, dedicato all'economia, e JikuTravel, dedicato ai diari di viaggio.
La piattaforma si contraddistingue dalle altre mappe di tracciamento dei dati per la sua capacità di fornire un'interfaccia spaziotemporale, dove le informazioni possono essere filtrate per range temporale e per luoghi - quello che noi definiamo "spaziotempo". Inoltre la piattaforma dà la possibilità, una volta registrati, di poter salvare il singolo dato spaziotemporale e ottenere un'infografica, che il sistema genera automaticamente e che consente il confronto con altri dati spaziotemporali, per meglio contestualizzare e analizzare i contenuti. È questo il fulcro della JikuBox, che fornisce anche la possibilità di condividere l'infografica su altre piattaforme o siti grazie a un semplice link.
Queste caratteristiche rendono Jiku unica nel settore: forniamo uno strumento utile per semplificare l'apprendimento, ma anche le attività di filtraggio delle informazioni e la generazione di infografiche. Attualmente questo non è possibile con gli strumenti disponibili sul mercato: ci si ritrova o a dover realizzare le infografiche "a mano" e a condividerle solo come PDF, oppure a dover utilizzare sistemi di gestione dei contenuti incapaci di creare infografiche condivisibili tramite link. Tantomeno si trova sul mercato un'interfaccia interattiva in grado di generare una "user experience" così immediata, che consente di filtrare i dati nel tempo e nello spazio con grande facilità.

Perché avete deciso di creare un servizio come JikuHealth?
Jiku è potenzialmente uno strumento molto utile ma, forse per nostra inesperienza, non riuscivamo a comunicare la sua piena potenzialità e utilità. L'emergenza COVID-19 ci ha permesso di applicare il prodotto in un contesto reale, dandoci così la possibilità di dimostrare non solo come la piattaforma si distingua dalle altre in circolazione, ma anche quanto essa sia realmente utile per la gestione dei contenuti e per la comunicazione delle informazioni. Risolve infatti problemi importanti: il tempo per generare infografiche si riduce e, allo stesso tempo, le informazioni diventano più chiare grazie alla contestualizzazione spaziotemporale. La domanda "cosa è successo?" si arricchisce, diventando "cosa, dove e quando è successo?"
Quando abbiamo ottenuto un finanziamento grazie al bando Voucher Startup di Sardegna Ricerche abbiamo pianificato una serie test sulla navigazione della nostra piattaforma, con l'obiettivo di migliorarla. Grazie alla versatilità del nostro prodotto, l'abbiamo adattato all'emergenza in corso, generando un traffico di oltre 20 mila visualizzazioni e interazioni e andando così ben oltre qualsiasi programma di testing che avremmo potuto immaginare. Questo ci ha permesso di migliorare la piattaforma e di ottenere dati utili per il suo potenziamento.

L'ultima volta che vi abbiamo intervistato eravate all'inizio della vostra esperienza: come sono stati questi 4 anni?
Complicati. Partendo dal presupposto che non esistono imprenditori part-time, ho lasciato il mio lavoro, mentre il mio socio Giuseppe mi ha aiutato, per quanto possibile, a fare "economia": dove per economia qui non si intende l'economia aziendale ma l'economia che ci ha permesso di mantenere una vita dignitosa pur nella quasi totale mancanza di ingressi economici.
Tecnicamente, Jiku è nata come SPIME, unione delle parole "space" e "time". Già dai tempi della Start Cup però lo abbiamo considerato solo un "nome in codice", certamente non definitivo, e questo perché a seconda dell'accento poteva richiamare la SPAM, ovvero i messaggi di posta indesiderata. Per questo abbiamo cambiato il nome in Jiku: un nome corto e semplice, che significa spaziotempo in giapponese ma che ricorda anche i suoni della lingua sarda.
Durante questi anni Jiku è stato presentato a Londra, San Francisco, Milano e presso svariati eventi per startup, sempre con l'obiettivo di validare l'utilità del prodotto all'interno del mercato. La piattaforma ha sempre previsto l'inserimento manuale dei contenuti, ma l'obiettivo era quello di "auto-mappare" le informazioni attraverso agenti di intelligenza artificiale: questo purtroppo non è stato sinora possibile, per via del copyright sui contenuti online. L'azienda ha quindi deciso di cambiare il suo focus e perseguire la strada del data entry, diretto o attraverso la lettura informatica dei dati per cui si possiedono i diritti di utilizzo.
Sardegna Ricerche è stata ed è importante nella vita dell'azienda: ci ha dato sostegno fin dai tempi della vittoria della Start Cup e ha poi confermato la sua fiducia con il "Voucher Startup", che ha portato all'assunzione di valide persone quali Michela Faedda, Claudia Argiolas e Luca Faedda. Entrando a far parte del JikuTeam, queste persone hanno portato le loro capacità, passioni e dedizione nel progetto, potenziando la capacità esecutiva dell'azienda. Il loro apporto è fondamentale per la riuscita degli obiettivi aziendali e ciò non sarebbe stato possibile senza l'aiuto di Sardegna Ricerche. Dovremmo essere fieri di un valido ente quale Sardegna Ricerche, perché non solo fornisce un aiuto alle aziende ma rende possibile anche la creazione di posti di lavoro, sostenendo nel frattempo la formazione e la trasformazione in professionisti di persone già estremamente valide.

Dove vedete la vostra startup fra altri quattro anni?
Jiku ha come primo obiettivo quello di diventare un'azienda stabile, capace di autofinanziarsi e creare nuovi posti di lavoro. Questo sarà possibile solo grazie all'unione e all'impegno del team, ma anche attraverso le solide collaborazioni con realtà esterne, siano esse enti pubblici o aziende private. La sinergia tra le varie forze economiche è e sempre sarà la prima forza di qualsiasi realtà territoriale. Importanti partnership, come quella con Abinsula, aiutano l'azienda a svilupparsi, anche grazie alla condivisione del know how riguardo alla gestione aziendale, ben oltre quindi il solo contributo tecnico per lo sviluppo di prodotto.
Jiku oggi è all'inizio, ma domani potrebbe diventare, come auspichiamo, un'azienda internazionale: un vero e proprio "JikuGroup", che controlla ogni suo prodotto trasformandolo in diverse aziende. Tra quattro anni non sappiamo cosa saremo ma sappiamo che il JikuTeam si impegnerà sempre insieme al proprio JikuNetwork per imparare, crescere e trasferire il sapere personale, aziendale e professionale che contraddistingue i sardi nel mondo.
Per adesso sappiamo che i prossimi mesi vedranno il JikuTeam impegnato nello sviluppo di JikuSchool, una declinazione del prodotto Jiku che vorremmo introdurre nel mercato dell'educazione all'inizio del prossimo anno scolastico. L'emergenza COVID-19 è stata sicuramente un evento tragico, ma in questo momento ci sta dando l'opportunità di convalidare l'idea di fondo di Jiku: diventare uno strumento per la condivisione del sapere online, attraverso l'utilizzo di una piattaforma unica e di facile utilizzo in grado di aiutare tanto il mondo scolastico quanto quello privato nella comunicazione, gestione e condivisione di dati e informazioni interessanti.

Link utili
JikuHealth