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Idrogeno nelle Isole: il progetto SH0RE

Un distributore di idrogeno  
23.07.2020
L'economia delle isole è spesso in gran parte basata sul turismo e sulle attività ad esso correlate e questo, come si può intuire, dal punto di vista energetico si traduce in una domanda di energia concentrata in particolari periodi dell'anno. Questa caratteristica, unita all'insularità stessa e alle specifiche condizioni geografiche e climatiche, porta le isole a dover affrontare delle sfide energetiche di non sempre facile soluzione.

Il Green Deal europeo, che mira a rendere l'Europa climaticamente neutra e proteggere il nostro habitat naturale, ha riconosciuto la necessità di accelerare la transizione verso l'impiego totale di fonti di energia pulita in tutte le isole dell'Unione Europea e nelle regioni più remote. La FCH JU (Fuel Cell and Hydrogen Joint Undertaking), visto il successo legato all'esperienza delle Hydrogen Valleys, intende ora dimostrare le potenzialità dell'idrogeno e delle tecnologie a esso associate per le isole, in termini di decarbonizzazione, crescita economica e creazione di nuovi posti di lavoro.

In questo contesto l'ENEA, insieme ad altri partner tra cui Sardegna Ricerche e la Regione Autonoma della Sardegna, ha proposto per la nostra regione il progetto SH0RE, acronimo che sta per Sardinia Hydrogen ecosystem on Zero-emission Renewable Energy. Per capire meglio di cosa si tratta abbiamo intervistato il personale della Piattaforma Energie rinnovabili di Sardegna Ricerche, che si sta occupando del progetto, e Luca Contini, responsabile per Sardegna Ricerche.

Cos'è il progetto SH0RE? Di cosa si tratta?
SH0RE è una proposta progettuale presentata nel mese di aprile 2020 nell'ambito del piano di finanziamenti Horizon 2020 della Commissione Europea, per il Topic "Decarbonising islands using renewable energies and hydrogen - H2 Islands”. Si tratta di un bando che ha ricevuto l'interesse di diversi paesi europei, con la presentazione di 10 proposte.

Il progetto SH0RE è stato concepito con lo scopo di realizzare una "Green Hydrogen Valley" in Sardegna, che copra l'intera filiera, dalla produzione di idrogeno da fonti di energia rinnovabile alla sua distribuzione in condotte, fino all'uso finale nelle applicazioni dell'idrogeno: mobilità, energia e industria. L'ecosistema SH0RE è stato proposto per essere il primo del suo genere in Italia e nel Mediterraneo, con una copertura delle tecnologie end-to-end dell’idrogeno integrate in un approccio olistico, volto alla progressiva decarbonizzazione dell'isola.

Alla presentazione della proposta progettuale hanno partecipato diversi partner italiani: Agenzia Nazionale per le Nuove Tecnologie, l'energia e lo Sviluppo Economico Sostenibile (ENEA), Rete Ferroviaria Italiana (RFI), Snam S.p.A., ATENA SCARL - Distretto Alta Tecnologia Energia Ambiente, Università degli Studi di Roma la Sapienza, Gestore dei Servizi Energetici - Gse Spa, SINLOC, Università degli Studi di Cagliari, Regione Autonoma della Sardegna, Sardegna Ricerche e Sardinia LNG. Tra i partner stranieri vi sono invece l'Université De Corse Pascal Paoli (Corsica) e Kiwa Technology B.V. (Olanda).

Perché proprio la Sardegna?
La Sardegna è la seconda isola più grande in Italia e nel Mar Mediterraneo ed è la quarta nell'Unione Europea dopo l'Irlanda, l'Islanda e la Sicilia. Gode di elevata visibilità grazie agli oltre 2,5 milioni di turisti che la scelgono come loro meta durante l'anno, principalmente nella stagione estiva. Inoltre, la Sardegna presenta anche un ambiente industrializzato molto complesso nei settori industriali di processo e produzione di energia. La Regione Sardegna ha già identificato l'idrogeno come vettore energetico strategico nel suo piano regionale (Piano Energetico Ambientale Regionale Sardegna 2015-2030, PEARS) e, per la prima volta, il progetto SH0RE, potrebbe offrire l'opportunità di avviare la realizzazione di un'economia supportata dall'idrogeno che possa essere un modello per altre isole similari.

In che fase si trova attualmente il progetto?
Il progetto è attualmente in fase di valutazione, ci aspettiamo una risposta entro settembre 2020.

Cosa vi aspettate di realizzare con questo progetto?
Con il progetto si mira al raggiungimento di diversi importanti obiettivi:
- il coinvolgimento di tutti gli stakeholder interessati alla realizzazione di una Hydrogen Valley a beneficio in particolare dell'intera comunità della città di Cagliari (amministrazione, autorità, industria, cittadini), che possa essere un modello per la replica in altre regioni d'Europa,
- la produzione di 300 tonnellate all’anno di idrogeno verde mediante elettrolisi alimentata con fonti energetiche rinnovabili,
- la riduzione della quantità di surplus di produzione di energia rinnovabile in Sardegna di 15 GWh/anno (degli attuali 156 GWh/anno), mitigando così le instabilità prodotte sulla rete elettrica dall'immissione delle fonti Energetiche Rinnovabili
- la realizzazione di strutture per la distribuzione e lo stoccaggio dell'idrogeno prodotto, attraverso un gasdotto che collegherà il punto di produzione a un hub di distribuzione dell'idrogeno a ridosso del centro della città, nei pressi della sede della stazione ferroviaria centrale di Cagliari. Inoltre, una diramazione del gasdotto si collegherà a un impianto industriale per la rigassificazione del gas naturale liquefatto (GNL). L'idrogeno sarà miscelato con il gas naturale fino ad una concentrazione del 10% per la trasmissione e fino al 20% per la generazione di energia per l'impianto di GNL,
- la realizzazione di una stazione di rifornimento di idrogeno (HRS), da 200 kg/giorno, alimentata dal gasdotto, con sistemi locali di compressione, stoccaggio e riempimento. Dopo la conclusione del progetto, questa stazione sarà aperta al pubblico
- l'omologazione completa di un treno con celle a combustibile (circa 5.000 km di autonomia), alimentato con l'idrogeno rinnovabile fornito dalla stazione di rifornimento di idrogeno, operativo lungo la rete ferroviaria regionale locale.
- l'acquisizione di una piccola flotta di autobus con celle a combustibile per operazioni commerciali su rotte urbane e suburbane con autonomia di circa 200-300 km al giorno, di una piccola flotta di veicoli a idrogeno per la logistica dell'ultimo miglio
- l'installazione di celle a combustibile per una potenza di 200 kW per applicazioni stazionarie che, collegate al gasdotto dell'idrogen,o consentiranno di fornire calore ed energia elettrica a uffici, luoghi di lavoro e depositi presso l'hub della stazione di Cagliari, fungendo da supporto all’infrastruttura di rete.

Quali potranno essere le ricadute sul territorio?
Le ricadute sul territorio potranno essere numerose e di notevole impatto. Intanto, la dimostrazione dell'efficacia dell'introduzione nell'Isola delle tecnologie dell'idrogeno in tante delle loro applicazioni porterà ad accelerare localmente la crescita di nuovi mercati di sicuro interesse per le PMI locali e la generazione di nuove opportunità lavorative. Inoltre l'idrogeno, accoppiato con le tecnologie rinnovabili, potrebbe fornire un contesto strategico in risposta alla limitatezza della connessione fisica continentale con la sola parte settentrionale dell'Isola, fornendo al contempo flessibilità e resilienza alla nostra rete elettrica.

Tra le altre cose, l'idrogeno, prodotto in una nuova area industriale nel porto di Cagliari sarà certificato come prodotto da fonti rinnovabili. In parte sarà iniettato nella rete del gas naturale, avviando un percorso di decarbonizzazione dell'Isola, e in parte sarà impiegato per alimentare una flotta di autobus, piccoli veicoli a due e tre ruote, fino all'omologazione di un treno, anch'esso alimentato con celle a combustibile a idrogeno. Si confida che ognuna di queste tecnologie possa produrre nuove opportunità per la Regione Sardegna.

Infine, non si deve sottovalutare l'impatto che SH0RE potrà offrire in termini di visibilità, con la promozione e l'accessibilità alle infrastrutture create, con la divulgazione dei dati dell'energia prodotta e delle emissioni di CO2 evitate, con i dati sulle possibilità legate al miglioramento del trasporto urbano e suburbano.

In questo contesto va sottolineato il ruolo della Regione Autonoma della Sardegna, che valutando la strategicità del progetto ha scelto di sostenerlo anche con una compartecipazione economica. La Regione avrà inoltre un ruolo attivo nell'ambito del progetto, con la promozione di investimenti in vari settori turistici, in particolare nel settore del turismo marittimo nell'area di Cagliari e della Costa Smeralda, concentrandosi su un turismo pulito, verde e a basso impatto, data la rinomata bellezza naturale di queste aree.