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Tradizione e inventiva trovano il giusto mercato in Giappone: l'esperienza di Smartimport

Marta Sanna in compagnia di uno chef giapponese
Un filo conduttore sembra unire due terre lontanissime come Sardegna e Giappone, entrambe ricche di una tradizione antica che attraversa i saperi e i sapori e alimenta il gusto per il nuovo. Nel segno di questo legame Smartimport, una giovane impresa cagliaritana, propone nel mondo prodotti enogastronomici riconoscibili, e lo fa anche grazie agli strumenti oggi disponibili per supportare l'export. L'azienda sta attualmente beneficiando di un contributo alle reti per le esportazioni, ottenuto con il supporto della rete Enterprise Europe Network, attraverso il progetto Ready2Net, pensato proprio per finanziare proposte per l'export nelle reti di imprese. Con la proposta finanziata, Smartimport mira a rafforzare la sua capacità di operare in Giappone.

Su questo Paese si è focalizzato l'interesse dell'azienda già da qualche anno: il primo spunto lo ha dato la possibilità di partecipare ad un training di preparazione e introduzione al mercato giapponese, anche questa iniziativa in parte co-finanziata con risorse europee. In seguito, nel corso del 2018, l'azienda ha avuto la possibilità di partecipare ad una fiera di settore, Foodex, che ha portato numerosi contatti internazionali trasformati poi in possibilità concrete. Abbiamo posto alcune domande a Marta Sanna, amministratrice di Smartimport.

Perché hai scelto di concentrarti sul Giappone?
È un mercato particolarmente ricettivo per i prodotti di alta qualità proposti da Smartimport, per disponibilità procapite e demografia, un paese che ama il made in Italy ma in cui la Sardegna è ancora relativamente sottorappresentata, un paese del quale conosco bene la cultura e di cui studio la lingua. Ho un network privato di conoscenze diffuso nel settore della ristorazione. L'entrata in vigore degli EPA (accordi di libero scambio) me l'hanno fatto preferire ad altri paesi asiatici.

Com'è andata l'esperienza di Foodex Japan 2018 e che tipo di supporto hai ricevuto?
Il Foodex del 2018 (Foodex è la più grande fiera dell'agroalimentare che si svolge in Asia) è stato molto utile. Dei 40 contatti raccolti uno è diventato un cliente (importatore) nel 2019, altri sono attualmente in fase di negoziazione. Il supporto dell'EU Japan Centre, nodo locale della rete Enterprise Europe Network, è stato eccellente, dalla preparazione della fiera, all'assistenza e partecipazione nello stand, al follow-up.

Quali sono i settori e i prodotti su cui stai lavorando?
Settore agroalimentare, in particolare: vino, condimenti, olio extra vergine, formaggio, pane, pasta.

Quali sono le prospettive di Smartimport per il prossimo futuro, che cosa è stato finanziato tramite il progetto Ready2Net?
Tramite il progetto Ready2Net è stata finanziata la partecipazione al Wine&Gourmet Japan 2020, un'altra iniziativa internazionale che combina la fiera con altri eventi e attività che permettono di promuoversi fra i professionisti e gli addetti del settore. Questa occasione ci ha dato la possibilità di rafforzare la nostra presenza su un mercato per noi di estremo interesse. Abbiamo presentato una proposta, insieme ad altre imprese anche straniere, che è stata approvata e su cui stiamo operativamente lavorando. La strategia è di focalizzarsi sul Giappone e iniziare l'esplorazione della Corea del Sud. Trovare nuovi importatori e distributori è l'obiettivo principale.

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