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RICERCA E SVILUPPO TECNOLOGICO IN SARDEGNA
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Innovazione e ICT: i risultati di 4 progetti cluster

Illustrazione di una mano umana che tocca una mano robotica
Le tecnologie dell'informazione e della comunicazione, le cosiddette ICT, sono forse l'ambito che negli ultimi 20 anni è stato più esposto a processi di innovazione radicale. Questo è successo perché le ICT non sono importanti solo in quanto tali, ma anche e soprattutto per le molteplici possibilità di applicazione nei settori più disparati, anche quelli più tradizionali come l'artigianato o l'agricoltura.

Sardegna Ricerche è sempre stata in prima linea per promuovere l'innovazione in questo settore, sostenendo tanto il mondo delle imprese quanto quello della ricerca nella realizzazione di progetti all'avanguardia. L'esempio forse più interessante a questo proposito è quello dei cluster, progetti collaborativi attraverso i quali, da oltre 10 anni, finanziamo il trasferimento tecnologico dal mondo della ricerca a quello dell'impresa. Grazie ai cluster i centri di ricerca possono portare avanti i loro progetti in stretta collaborazione con le imprese che, unendosi ai gruppi di lavoro, possono da un lato fornire il loro contributo in termini di esperienza e pratica quotidiana e, dall'altro, approfittare delle conoscenze di alto livello provenienti dal mondo della ricerca scientifica.

Per approfondire questo tema abbiamo deciso di intervistare Sabrina Orrù, responsabile dei progetti cluster per Sardegna Ricerche.

Innanzitutto, perché tanta attenzione verso il settore dell'ICT?
Con l'ICT si affrontano in modo nuovo e innovativo problemi che esistono da tanto tempo. Le possibilità offerte dall'ICT non riguardano oggetti che producono valore di per sé, ma mezzi da utilizzare in modo appropriato ed intelligente. Non sono tanto le tecnologie in sé ad essere strategiche e a fare la differenza, ma il modo in cui queste tecnologie vengono sfruttate, magari anche con investimenti in altri ambiti e in settori apparentemente distanti fra loro. Prendiamo ad esempio il caso del progetto Digitarch: l'obiettivo del progetto è quello di favorire, attraverso la collaborazione con le imprese, lo sviluppo di iniziative di innovazione e trasferimento tecnologico attraverso lo studio e lo sviluppo di strumenti e metodi per l'acquisizione, il trasferimento, l'interazione e la condivisione della rappresentazione digitale di ambienti interni. I principali settori di interesse applicativo sono numerosi: l'ingegneria, l'architettura, i beni culturali e i settori a questi collegati. Il progetto risulta inoltre essere significativo e di grande attualità per la particolare situazione pandemica che stiamo attraversando: le tecnologie ed i dimostratori sono infatti particolarmente adatti per consentire ad architetti, agenzie immobiliari, aziende edili, di operare in maniera ottimale anche se virtualmente e non in presenza.

Che peso ha la collaborazione nell’innovazione?
È fondamentale! I progetti cluster nascono proprio dall'esigenza di promuovere la diffusione della ricerca svolta nei centri di ricerca e nell'università verso le imprese e di favorire l'ampliamento del networking e le relazioni tra le imprese stesse, anche se appartenenti a settori differenti. La collaborazione permette di ampliare la visione del proprio ruolo, affrontare e superare i propri limiti e cogliere nuove opportunità, come dimostra ad esempio il progetto AI-Textiles. Il progetto è nato con l'obiettivo di fornire alle aziende aderenti competenze specifiche e avanzate nell'ambito dei tessuti intelligenti e delle tecnologie legate all'intelligenza artificiale, a partire dalle quali sviluppare poi idee, soluzioni e prodotti innovativi in risposta alle crescenti richieste del mercato. La sperimentazione si è concentrata soprattutto sullo sviluppo di un'applicazione nel settore dei simulatori di guida: i dati rilevati dai sensori collocati sul sedile e sul casco vengono processati dall'intelligenza artificiale per restituire un riscontro in fase di simulazione. Il prototipo permette quindi, mediante l'utilizzo di sensori di pressione tessili inseriti nella seduta e di microsensori che permettono di acquisire l'accelerazione e la posizione del veicolo, di rilevare, durante sessioni di prova, i movimenti della seduta e del casco. I settori di applicazione delle tecnologie sperimentate sono ovviamente il gaming, ma anche i trasporti e i simulatori. Tale sperimentazione è interessante anche nel campo della sicurezza e ha suscitato l'interesse delle scuole di rally, incuriosite dalla possibilità di avere un simulatore in grado di formare in sicurezza piloti che poi potranno andare su pista con una migliore preparazione. Il progetto ha permesso di riunire le competenze di alcune aziende sui tessuti intelligenti, e quelle dell'Università di Cagliari sull'intelligenza artificiale, per trasmetterle a tutte le imprese partecipanti al cluster, al fine di acquisire e sviluppare nuove idee per affacciarsi su un mercato, quello dei cosiddetti "smart textiles" (tessuti intelligenti), promettente e in grande crescita.

L'ICT ci aiuta solo a innovare più in fretta o migliora anche il nostro rapporto con l’ambiente che ci circonda?
Sicuramente la seconda opzione è quella corretta. Un esempio concreto è quello del progetto SIMPLE, incentrato sull'applicazione dell'ICT alla Green Mobility. Il progetto, conclusosi poco tempo fa, si è occupato di analizzare la situazione del trasporto pubblico in Sardegna per cercare soluzioni innovative in grado di incentivare la mobilità sostenibile. Nell'ambito della sperimentazione sono stati sviluppati due prototipi:
- Beep4Me: un prototipo che consentirà la validazione automatica dei biglietti tramite le tecnologie dei moderni smartphone.
- POOLBUS: un prototipo per sostenere le aree della Sardegna in cui il trasporto di linea tradizionale non è sufficiente a soddisfare le necessità della popolazione. Esso include diversi tipi di servizi di mobilità integrati: un prototipo che consentirà agli utenti di prenotare tramite smartphone dei servizi su richiesta, in modo semplice e con costi contenuti.

Per concludere quali sono i possibili follow-up dei progetti cluster?
Come abbiamo già visto, i progetti cluster sia in corso che conclusi hanno sempre avuto come primo scopo l'ampliamento delle conoscenze del tessuto imprenditoriale, e questo attraverso la diffusione dei risultati delle attività di ricerca svolte nei centri e nelle università. Raccontando alcuni dei progetti abbiamo visto come le imprese, mediante la partecipazione ai progetti cluster, possano acquisire competenze specifiche e avanzate su una data tecnologia/tematica. Inoltre tali progetti danno alle imprese non solo l'opportunità di una sperimentazione diretta, ma anche la possibilità di ampliare i propri contatti mediante la collaborazione tanto coi centri di ricerca quanto con le altre imprese, generando così nuove idee e progetti.
Già qualche tempo fa avevamo intervistato su questo aspetto un'impresa, Infora, che aveva partecipato a un progetto cluster della scorsa programmazione e che era riuscita in questo modo a stringere collaborazioni e partnership (vedi l'intervista sul canale YouTube di Sardegna Ricerche). Un esempio più attuale è quello del progetto TESTARE: nato dalla collaborazione di ben tre centri di ricerca, intende realizzare un kit di strumenti per la gestione dell’ambiente al fine di recuperare i suoli degradati e riutilizzare i materiali residuali. Nel progetto si sta analizzando, tra le altre cose, il possibile riuso delle ceneri volanti derivanti dalla combustione di carbone, che potrebbero avere un impiego all'interno delle infrastrutture di trasporto, ad esempio nella pavimentazione stradale.
Da questo progetto, nell'ultimo periodo e grazie al contatto con le imprese del settore agricolo, è nata una nuova idea, che prevede da un lato il monitoraggio dei parametri ambientali e delle funzioni del suolo e, dall'altro, l'uso delle biotecnologie per l'estrazione di nutrienti dai minerali del suolo. Nello specifico, è stato prospettato con le imprese l'uso di compost biologico e residui di cava per creare dei substrati di alta qualità da utilizzare nell'agricoltura fuori suolo. Inoltre, al momento i partecipanti al progetto stanno lavorando a un'ulteriore idea, che dovrebbe essere presentata all'interno del programma di finanziamento dell'Unione Europea Horizon.


Sardegna Ricerche ha finanziato 38 progetti cluster grazie ai fondi del POR FESR Sardegna 2014-2020. I risultati dei progetti sono a disposizione di tutte le imprese interessate, sia quelle che hanno partecipato o stanno partecipando alle attività dei cluster sia quelle che non hanno mai aderito. Per maggiori informazioni è possibile contattare i responsabili dei progetti cluster ai seguenti indirizzi:
Sabrina Orrù (Responsabile)
orru@sardegnaricerche.it
Dario Carbini
carbini@sardegnaricerche.it
Daniela Cossu
cossu@sardegnaricerche.it
Graziana Frogheri
graziana.frogheri@sardegnaricerche.it
Elena Lai
elena.lai@sardegnaricerche.it