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Open Data Day a Cagliari: un breve resoconto

Scritta "International Open Data Day - Cagliari 2014"
06.03.2014
Sabato 22 febbraio 2014 a Cagliari, in contemporanea con 17 città italiane e con più di 100 nel mondo, si è svolto l'International Open Data Day. Organizzato dall'Associazione Sardinia Open Data e dal Circolo dei Giuristi Telematici con la collaborazione dell'Open Campus Tiscali, l'evento ha avuto un buon risultato in termini di partecipazione. Il tema degli open data in Sardegna è stato indagato da svariati punti di vista, con alcuni richiami alla situazione europea ed internazionale. La mattina l'attenzione è stata posta sull'analisi teorica dell'argomento e su alcuni esempi pratici; la giornata si è poi conclusa nel pomeriggio con un'azione civica diretta.

Tanti gli interventi che hanno contraddistinto i lavori della mattinata. Il via è stato dato da Manuela Vacca, giornalista e fra gli organizzatori dell'evento, che ha parlato del concetto di open data e della diffusione di una nuova cultura civica basata sui dati aperti. Giorgio Mancosu, dottorando in Diritto dell'attività amministrativa informatizzata e della comunicazione pubblica, si è focalizzato invece sul tema della trasparenza, mentre l'avvocato Giovanni Battista Gallus ha proseguito il discorso sul tema parlando di diritti digitali dei cittadini. Gabriele Conforti, dell'ufficio affari generali della Regione Sardegna, ha raccontato cosa stanno facendo le PA in materia di open data. In chiusura di sessione è intervenuto Salvatore Marras (FormeZ PA) che ha parlato di e-government e open-government.

Dopo la prima parte di interventi, introduttivi e teorici, si è passati ad alcuni esempi pratici. La mappe sono state al centro degli interventi di Carlo Zucca, tecnico ambientale che sta portando avanti il progetto DOPMaps per la mappatura delle aree geografiche in cui hanno luogo produzioni DOP, Francesca Murtas, interaction designer ideatrice del progetto di crowdmapping SardSOS, e di Claudia Mocci che in Tchad ha partecipato al progetto Eurosha, iniziativa che mira alla creazione di una rete di volontari specializzati nella mappatura con OpenStreetMap. Davide Massidda, infine, si è dedicato alla presentazione di InsulaR, comunità che raggruppa gli appassionati e conoscitori del software open source R.

L'ultima parte della mattinata si è svolta all'insegna del dibattito introdotto dall'intervento di Andrea Zedda, che ha raccontato un'azione di mapping intrapresa da alcuni utenti per rinominare in sardo, su Google Maps, l'intera toponomastica dell'isola. Dopo pochi giorni i nomi sono tornati al loro originale in lingua italiana, perché la licenza che regola l'uso della mappa prevede la piena proprietà di Google sui dati forniti dagli utenti. I nomi, invece, sarebbero potuti essere mappati, peraltro liberamente, su OpenStreetMap, dove le informazioni sono di chi le produce e di chi ne fruisce.

In tema di utilizzo degli strumenti open in Sardegna, anche l'enciclopedia libera Wikipedia ha un buon numero di contributori sardi e la comunità di OpenStreetMap è particolarmente attiva con ben 912 utenti sardi che vi contribuiscono. Ma cosa si può fare per coinvolgere gli utenti dell'isola nelle iniziative digitali?

Il primo a rispondere alla domanda è stato Amos Cardia, pubblicista esperto di bilinguismo. Amos ha raccontato come le istituzioni abbiano fatto la loro parte con uno dei primi esperimenti di partecipazione online, ovvero il forum della provincia di Cagliari per la definizione dello standard del campidanese, nel 2009. Durante il penultimo intervento, l'imprenditore Sandro Usai ha presentato il suo progetto, il dizionario di sardo parlato, che prevede la creazione di un portale con tutte le parole del sardo parlato secondo le sue varie declinazioni geografiche, di significato e, soprattutto, di pronuncia. Ha concluso la mattinata Ilaria Porcu, coordinatrice del sistema bibliotecario della Monserratoteca (la biblioteca di Monserrato) con il progetto "Wikipedia va in biblioteca", dedicato alle scuole medie, che prevede una lezione introduttiva su Wikipedia seguita da un percorso di formazione all'utilizzo dello strumento per promuoverne un uso partecipato e consapevole.

Dopo le intense presentazioni della mattina, l'Open Data Day 2014 di Cagliari si è trasferito al mare, a Su Siccu, dove i partecipanti e i ciclisti delle associazioni Amici della bicicletta e Città ciclabile hanno effettuato il monitoraggio civico e il mapping della pista ciclabile di Su Siccu. I risultati del monitoraggio della pista saranno presto disponibili sul sito Monithon e la traccia dettagliata dell'intero tragitto, con la geolocalizzazione di arredi e servizi, sarà presto visibile sulla mappa di Cagliari di OpenStreetMap.

L'articolo è stato scritto da Daniela Casula, membro dell'associazione Sardinia Open Data, che ringraziamo per la collaborazione. Due resoconti della giornata e le registrazioni video degli interventi e dei dibattiti sono disponibili fra i link utili.

Link utili
Sardinia Open Data - International Open Data Day 2014: resoconto completo
ApritiSardegna - Cagliari Open Data Day 2014: resoconto di Manuela Vacca
Streamago - Registrazione video degli interventi
Streamago - Registrazione video del dibattito