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Intervista a Luigi Filippini

Luigi Filippini
20.10.2014
Una laurea in Ingegneria elettronica e diverse esperienze ai vertici di numerose imprese tra cui Meridies Holding, Energit e Tiscali. La partecipazione alla fase di startup di Video On Line, primo internet provider commerciale europeo, e il lavoro di ricerca al CRS4, nella divisione Scientific Visualization and Digital Media. Questo in breve il curriculum di Luigi Filippini che, dopo anni trascorsi nel mondo imprenditoriale, è tornato lo scorso luglio nel Centro di ricerca sardo, ma stavolta in qualità di presidente.

Per la prima volta nella sua storia, il CRS4 è dunque guidato da un imprenditore. Una storia piuttosto lunga ormai quella del Centro di ricerca sardo, che dalla sua nascita nel 1990, si è distinto per alcuni primati connessi a Internet: ha realizzato nel settembre 1993 il primo sito web italiano (www.crs4.it), ha contribuito a creare nel 1994 il primo quotidiano su web europeo (L'Unione sarda) e Video On Line.

Per scoprire quali sono i progetti del nuovo presidente per il futuro del CRS4 lo abbiamo incontrato e gli abbiamo rivolto le nostre domande. Ecco le sue risposte.

Chi è Luigi Filippini?
Mi sono laureato in ingegneria elettronica all'Università di Pisa. Mi piaceva talmente tanto quello che studiavo che non sono riuscito a decidere in cosa specializzarmi: telecomunicazioni, informatica, elettronica digitale o analogica, anzi alla fine ho negoziato un piano di studi anomalo barattando un esame di matematica con due esami di economia e gestione aziendale. Mi appassionano la tecnologia e le sue applicazioni ai settori più diversi e questo mi ha consentito di fare un percorso professionale molto articolato, dall'industria alla ricerca, dalle telecomunicazioni all'energia. Ho lavorato al CRS4 e partecipato allo start-up e alla crescita di molte delle aziende che hanno beneficiato dei risultati della ricerca e innovazione del centro: Video On Line, Tin.it, Tiscali e infine Energit, società elettrica che ho fondato nel 2000 con diversi ex ricercatori del CRS4. Ultimamente direi che ho parecchio diversificato la mia attività visto che come imprenditore mi occupo anche di finanza, food, media e turismo, anche se sempre con una forte focalizzazione sulla relazione fra tecnologie avanzate e business.

Perché ha accettato la sfida di guidare un centro di ricerca?
Non so se avrei accettato di dirigere un altro centro di ricerca, ma sono sempre stato molto legato al CRS4. Ci ho lavorato come ricercatore all'inizio degli anni '90 e ho sempre pensato che sia stato il posto più interessante in cui sono stato. In ogni azienda in cui ho lavorato ho trovato persone che provenivano dal CRS4 e ho sempre mantenuto i contatti con gli ex colleghi del centro. Quando mi è stata prospettata la possibilità di tornare a farne parte ho accettato con entusiasmo. Credo di aver avuto molto dal CRS4 e che sia giusto riportare le mie esperienze professionali come contributo alla sua crescita.

È la prima volta che il CRS4 ha un presidente che proviene dal mondo imprenditoriale, in che termini pensa che il centro di ricerca sardo possa beneficiare del suo apporto manageriale?
Il CRS4 ha al suo interno grandi competenze scientifiche e tecnologiche. Ritengo però che nel corso degli anni si sia creato uno scostamento fra l'attività scientifica e il mondo imprenditoriale ed accademico. La sua organizzazione, se paragonata a quella delle moderne società tecnologiche, non è molto funzionale e molti processi interni sono inutilmente lunghi e complicati. Questo crea inefficienza, sprechi e costi inutili. Credo quindi che il mio contributo possa essere quello di rinnovare l'organizzazione e la struttura del centro per renderla più snella e moderna e consentire al CRS4 di comunicare all'esterno e soprattutto rapportarsi con più facilità con il mondo dell'università e delle aziende private.

Quali sono le difficoltà e le opportunità che intravede in questo incarico?
Il cambiamento non è mai indolore, quindi la vera difficoltà è trasferire ai colleghi del CRS4 la necessità di adoperarsi tutti insieme per essere protagonisti di questo cambiamento. In questi pochi mesi alla presidenza del centro ho cercato di parlare a lungo un po' con tutti. Ho trovato molte persone entusiaste del lavoro che fanno, a volte preoccupate, a volte isolate, ma in generale tantissima buona volontà, idee e progetti. La vera opportunità da cogliere sarà quella di riuscire a realizzare questi progetti in tempi rapidi, malgrado le mille difficoltà che incontreremo.

Come vede il CRS4 nei prossimi 5 anni?
Una dei primi interventi del nuovo Consiglio di Amministrazione è stato quello di iniziare a valutare l'attività del centro da tutti i punti di vista: scientifico, organizzativo, finanziario, ecc. Questo ci consentirà di avere dei benchmark per misurarci, migliorarci e anche per confrontarci con realtà esterne al centro. Ci sono dei parametri, come ad es. il numero e la qualità delle pubblicazioni e dei brevetti, il numero e il valore dei progetti, che ci consentiranno di capire quanto il centro "produce" e altri parametri, ad esempio il tempo medio per un'assunzione o per un acquisto, che ci consentiranno di valutare quanto il centro "funziona". Valuteremo anche quanto il centro riesce a trasferire all'esterno, ad esempio numero di spin-off o di cessioni di brevetti, per capire quanto effettivamente resta sul territorio dell'attività di ricerca. Vorrei quindi che fra 5 anni il CRS4 potesse essere tangibilmente un centro di ricerca migliore da tutti questi punti di vista e più apprezzato, sia dal mondo esterno che da chi ci lavora.

Greca Meloni
Redattrice