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RICERCA E SVILUPPO TECNOLOGICO IN SARDEGNA
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Modelli di realtà virtuale: dai film alla sicurezza nucleare

Un momento dell'intervista a Manuela Profir
28.06.2016
Il CRS4 è impegnato in percorsi di alternanza scuola lavoro in collaborazione con gli Istituti di istruzione superiore della Sardegna, offrendo la possibilità ai giovani della nostra regione di entrare in contatto con professionisti in ricerca scientifica e tecnologica impegnati in diversi settori del sapere.

Cinque studenti del Liceo classico "Motzo" di Quartu Sant'Elena hanno vissuto la loro esperienza nel gruppo di comunicazione del CRS4 e hanno provato a vestire i panni di chi racconta al pubblico quali sono le attività del centro e come sono le persone che ci lavorano.

Il gruppo di giovani studenti è stato accompagnato nella preparazione di due incontri con altrettanti ricercatori e nella stesura delle relative interviste, che saranno pubblicate in due tempi qui sulla webzine "Archimede".



Che collegamento c'è tra i videogiochi e un reattore nucleare? È possibile legare due mondi così diversi? I videogiochi dominano il campo dell'intrattenimento giovanile. All'epoca del glorioso Pac Man erano in pochi quelli a essere realmente affascinati da questo mondo ancora poco conosciuto. Oggi è quasi impossibile pensare che un ragazzo della nostra età non sia mai entrato in contatto con questa realtà, anzi, molto spesso i giovani ne fanno un uso sregolato.

Anche la tematica dell'energia nucleare desta sempre notevole interesse, in quanto riguarda la nostra salute, quella del pianeta e in generale lo sviluppo economico dell'umanità.

Esiste una tecnica, sconosciuta ai non addetti ai lavori, che ci permette di connettere questi due campi, chiamata "mesh morphing", di cui ci ha parlato, insieme alla sua esperienza personale, Manuela Profir, ricercatrice del CRS4, nata in Romania, che abbiamo incontrato durante il nostro tirocinio in Alternanza Scuola Lavoro.

Ci racconta come ha iniziato a fare la ricercatrice?
Dopo la laurea in Matematica, in Romania, ho dovuto scegliere se intraprendere la carriera di ricercatrice o quella d'insegnante, ma, per la lontananza del luogo in cui avrei dovuto insegnare, ho preferito la prima opzione. A un certo punto c'è stata la possibilità di partecipare al progetto Erasmus, un periodo di studio in Europa. La nostra facoltà aveva un lungo rapporto di collaborazione con il Dipartimento di Matematica dell'Università di Cagliari. E così sono arrivata in Sardegna per studiare.

Quando e perché è entrata a far parte del CRS4?
Ho fatto il dottorato a Cagliari e quando ho terminato stavo cercando lavoro e con uno stage sono entrata al CRS4 per cui si chiedeva proprio la laurea in Matematica. Sono rimasta impressionata e molto soddisfatta di questa esperienza e successivamente, seguendo le tematiche dello stage, ho proposto un progetto nell'ambito di un bando regionale per giovani ricercatori che è stato accettato e finanziato e nel 2010 sono entrata nel CRS4 come ricercatrice.

Facendo delle ricerche su di lei ci ha incuriosito particolarmente la sua attività che riguarda il "mesh morphing", può spiegarci in che cosa consiste?
Il "mesh morphing" viene usato nei videogiochi e nei film di animazione per creare dei modelli di realtà virtuale. Infatti ogni figura animata è composta da diversi volumi che vengono deformati per creare il movimento. Noi usiamo il "mesh morphing" non per animare i personaggi di un film, ma per studiare gli effetti delle deformazioni di oggetti, per esempio di un tubo che si allarga o si restringe. Nell'ambito di un progetto di ricerca europeo simuliamo il funzionamento dei sistemi di chiusura di emergenza di un reattore nucleare in caso di incidenti, allo scopo di aumentare i livelli di sicurezza.

Le sono sempre piaciute le materie scientifiche?
Sono sempre stata brava in matematica e anche sotto consiglio di mio padre, mi sono iscritta a un liceo scientifico. Poi ero indecisa tra la facoltà di Matematica e Scienze Economiche, avrei voluto infatti aiutare mio padre a gestire la contabilità della sua nascente impresa, ma alla fine ha prevalso la mia passione per scoprire la matematica. A me piacciono molto le cose difficili perché imparando a capirle riesco a migliorarmi, e cosi faccio sempre anche in ambito lavorativo.

Oltre alle materie scientifiche ha altre passioni?
Mi è sempre piaciuto studiare le lingue perché, a parer mio, hanno lo stesso rigore logico della matematica. A scuola avevo studiato bene l'inglese e il francese, ma non l'italiano che ho imparato appena arrivata in Italia in poco tempo grazie alla somiglianza grammaticale col francese e lessicale col rumeno e anche alla lettura di alcuni libri. Mi piace anche leggere libri e viaggiare, infatti il mio lavoro mi dà la possibilità di scoprire molti luoghi partecipando a diverse conferenze.

Intervistando Manuela Profir, non siamo stati colpiti solo dal bizzarro accostamento tra videogame e reattori nucleari: emergono anche l'impegno e la perseveranza necessari a raggiungere importanti obiettivi lavorativi e l'importanza di conoscere lingue straniere per affrontare il mondo internazionale del lavoro. Tutto questo seguendo le proprie passioni, anche a costo di rinunciare alla sicurezza di un lavoro stabile.

Redattori
Alessia Artizzu - 3ª A Liceo Classico "Motzo" di Quartu Sant'Elena
Laura Pilia - 3ª A Liceo Classico "Motzo" di Quartu Sant'Elena
Niccolò Savastano - 3ª B Liceo Classico "Motzo" di Quartu Sant'Elena


Link utili
CRS4 - Alternanza Scuola Lavoro